Ruben Bellavia

ruben bellavia batteria 2

 

Con la musica nel sangue, un precocissimo Ruben Bellavia fonda ancora bambino un gruppo di cover del mitico musicista americano Frank Zappa e pone le basi di una ricca carriera musicale. Ruben ha 29 anni e un curriculum invidiabile: primo disco a 11 anni e collaborazioni con Furio Di Castri, Maurizio Giammarco, Elio, Fabio Treves, Antonio Faraò, oltre a numerosi premi. Il Fabio Giachino Trio, del quale è batterista stabile, è inserito dalla rivistaJazz.it nella top ten delle migliori formazioni italiane.

Quando ti ha catturato il demone della musica?

Fin da quando ero piccolo. Mio padre ha sempre suonato la chitarra in un gruppo rock, negli anni settanta e ottanta. Io fin dai sei anni ho iniziato a battere sulle pentole. La musica mi ha sempre accompagnato. Mio padre è un grande fan di Frank Zappa, fin da bambino l’ho ascoltato in casa, poi ho suonato la sua musica con mio fratello e mio cugino, con i quali ho formato il gruppo degli Ossi Duri. Ho sempre voluto fare musica e penso non saprei fare altro.

Quando hai cominciato a suonare jazz?

Il jazz è una scoperta recente, di circa sei anni fa. Intorno ai 12 anni ho cominciato a studiare seriamente. Ho studiato percussioni classiche al Conservatorio di Torino con i maestri Matteo Moretti e Riccardo Balbinutti. La batteria l’ho studiata in parallelo al Conservatorio. Al termine del Conservatorio ho preso una borsa del Master dei Talenti promosso dalla Fondazione Crt e sono andato a New York: avevo ormai scelto la batteria e il jazz. Lì ho potuto studiare e soprattutto suonare con John Riley, Ari Hoenig e Quincy Davis. Ho scoperto proprio durante questa esperienza che non c’è migliore modo di imparare nel jazz di quello di suonare con gli altri, e magari proprio con grandi musicisti.

Se volete leggere tutta l’intervista raccolta da Mauro Marras e conoscere questo straordinario musicista clicca qui

 

Biografia e Altre informazioni

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